Tragedia sulla cabinovia

Omicidio colposo plurimo: è questa l’ipotesi di reato nelle indagini per la tragedia avvenuta ieri sulla funivia Stresa-Mottarone dove hanno perso la vita 14 persone

14 morti: è questo il bilancio della tragedia avvenuta ieri intorno a mezzogiorno sulla funivia Stresa-Mottarone, in provincia di Verbania-Cusio-Ossola, sul Lago Maggiore. Erano 15 le persone a bordo della cabina che si è staccata cadendo dal punto più alto del percorso, a circa 1.491 metri d’altezza. La corsa, che in circa 20 minuti porta da Lago Maggiore sulla cima del Mottarone, si trovava a 100 metri dall’ultimo pilone quando è avvenuto l’incidente.

Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri a causare l’incidente sarebbe stato il distaccamento del cavo portante all’altezza dell’ultimo pilastro. Il dispositivo di sicurezza a ganasce che avrebbe dovuto sostenere l’altro cavo non è entrato in funzione e la cabinovia si è staccata, volando per una quindicina di metri prima di rotolare a valle schiantandosi contro gli alberi. «C’è un cavo tranciato, gli altri sono intatti, ma le questioni tecniche competono ad altri» – ha affermato il tenente il colonnello Giorgio Santacroce, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania, dopo la prima ricostruzione di quanto accaduto. – «Al momento non risultano problemi di manutenzione» – ha aggiunto – «ma faremo tutti gli accertamenti possibili».

«Nell’ultimo tratto si verifica il maggior carico della fune traente, che è quella che ha ceduto. Bisognerà verificare perché non hanno funzionato i sistemi di sicurezza» – ha spiegato Roberto Marchioni, comandante dei vigili del fuoco di Verbania, descrivendo “raccapricciante” la scena che gli operatori si sono trovati davanti.

«Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto» – ha dichiarato il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi. – «L’intera area è stata posta sotto sequestro, cominceremo dai rilievi tecnici per accertare le cause dell’incidente». Questa mattina si terrà al Palacongressi di Stresa un tavolo tecnico per comprendere ciò che è successo. Parteciperanno il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, oltre al prefetto di Verbania Angelo Sidoti.

Il governatore della Regione, presente sul luogo subito dopo la tragedia, ha espresso il suo profondo cordoglio. «Doveva essere la domenica della ripartenza, eravamo pieni di speranze. Guardavamo alla zona bianca, all’estate e al sorriso. Adesso quel sorriso non c’è più. Siamo distrutti» – ha affermato Cirio in lacrime.

«Il tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone suscita profondo dolore per le vittime e grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita. Esprimo alle famiglie colpite e alle comunità in lutto la partecipazione di tutta l’Italia. A questi sentimenti si affianca il richiamo al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone» – ha comunicato con una nota il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un sentimento condiviso da tutto il mondo politico italiano. «Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bambini rimasti gravemente feriti e ai loro familiari» – ha dichiarato il premier Draghi. «Il nostro pensiero va a quanti sono stati coinvolti e il Ministero ha avviato procedure per istituire una commissione e avviato verifiche sui controlli svolti sull’impianto» – ha commentato il ministro delle Infrastrutture Giovannini. Dichiarazioni simili sono arrivate anche dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, Enrico Letta, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Anche l’Unione Europea ha espresso il suo dolore per la tragedia. «Sono molto addolorata per il tragico incidente. Ai familiari delle vittime tra cui purtroppo diversi bambini porgo il profondo cordoglio dell’Europa. E condivido la grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita» – ha scritto in italiano su Twitter la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «La tragedia della funivia di Stresa porta il lutto in una domenica che doveva essere di speranza. Penso al dolore infinito delle famiglie delle vittime di questo assurdo incidente» – ha commentato, sempre su Twitter, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni.

Ieri sera, inoltre, Figc e Lega di serie A hanno disposto un minuto di silenzio, prima delle gare dell’ultima giornata di campionato, per ricordare le vittime.

La tragedia di Stresa-Mottarone ha distrutto cinque famiglie di cui tre residenti in Lombardia, una in Emilia-Romagna e una in Calabria. Le vittime sono: Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia; Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia; Biran Tom, figlio della coppia israeliana, nato a Pavia il 16 marzo 2019; Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l’11 febbraio del 1950; Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939; Shahaisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza); Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza); Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese; Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese; Zorloni Vittorio nato a Seregno, Milano, l’8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese); Elisabetta Persanini, nata nel 1983; Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza); Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza). Uno dei bambini a bordo, figlio Elisabetta Persanini e Vittorio Zorloni, è morto all’ospedale Regina Margherita di Torino per le gravissime lesioni riportate.

Un altro bimbo, il quindicesimo passeggero, è figlio di Biran Amir e Peleg Tal ed è attualmente ricoverato in prognosi riservata al Regina Margherita di Torino. Con lui c’è la zia, la sorella del padre. «Ho saputo cos’era successo dai messaggi di Whatsapp. Ho cominciato a ricevere tanti ‘mi dispiace’ e non capivo perché. Ho chiamato mio fratello che non mi ha risposto, così anche mia cognata. Due ore dopo abbiamo ricevuto la conferma dei carabinieri e capito che mio nipote era vivo perché il suo nome non era nell’elenco delle vittime. Ho perso mio fratello, mia cognata, un altro nipotino e con loro sono morti anche i nonni di mia cognata, che dopo aver ricevuto il vaccino in Israele avevano deciso di venire in Italia per stare un po’ con i nipoti dicendo ‘cosa mai può succedere in Italia’» – ha raccontato Aya Biran fuori dall’ospedale infantile che ha raggiunto nella tarda serata di ieri. – «Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include un trauma cranico, bisogna vedere come evolverà la situazione» – si è espressa sulle condizioni del bimbo. 

Roberta Pistolato e Angelo Vito Gasparro, 40 e 45 anni, si trovavano in montagna per festeggiare il compleanno di lei. “Stiamo salendo in funivia” è stato l’ultimo messaggio della donna, guardia medica all’Asl di Piacenza, inviato alla sorella. I fidanzati Silvia Malnati, 27 anni, e Alessandro Merlo, di 29, amanti della natura, avevano deciso di fare una gita fuori porta dopo le tanto desiderate riaperture. Mohammadreza Shahaisavandidi 23 anni studiava a Roma ed era andato a trovare la fidanzata, Serena Cosentino di 27 anni, trasferitasi a Verbania per prendere servizio al Cnr Istituto di Ricerca sulle Acque dove aveva vinto un concorso come borsista di ricerca. Queste sono alcune delle storie delle vittime della tragedia che ha colpito il Piemonte e tutta l’Italia.

La funivia di collegamento tra Stresa e il Mottarone dove hanno trovato la morte risale agli anni Sessanta quando la società di gestione della Ferrovia del Mottarone decise di sostituire l’impianto ferroviario esistente. La funivia venne così inaugurata il 1° agosto 1970. Nel 2002 la funivia venne revisionata e completata con l’aggiunta di una seggiovia biposto che dall’arrivo al Mottarone conduce in vetta, a 1.491 metri. La struttura della funivia si compone di due tronconi con due cabine della portata di 35 persone: il primo conduce dalla località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia; il secondo parte dall’Alpino e raggiunge un pianoro sotto la vetta del Mottarone, posto a 1.385 metri. A questi si aggiunge il troncone finale su seggiovia. La manutenzione dell’impianto, riaperto e inaugurato nel 2016, era affidata all’azienda Leitner di Vipiteno che ha espresso il suo profondo dolore nell’apprendere la notizia. «L’ultimo controllo magnetoscopico della fune» – secondo quanto riferito – «è stato effettuato a novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere alcuna criticità. Il pensiero più profondo e commosso della nostra azienda, che rimane a completa disposizione assieme ai propri tecnici per cercare di individuare al più presto le cause della immane tragedia, va alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie e a tutte le comunità coinvolte».

Già nel 2001 la funivia aveva subito un guasto, bloccandosi nel primo tratto dopo la partenza da Stresa. In quell’occasione i soccorritori erano intervenuti per portare in salvo i passeggeri. Subito dopo, nel 2014, l’impianto era stato chiuso per la manutenzione e l’ammodernamento. Secondo il ministero per le Infrastrutture, dopo la riapertura nel 2016, i controlli erano stati ripetuti nel 2017 e nel 2020, come confermato dalla Leitner. Nel 2029, invece, era prevista la sostituzione dei cavi. Ora l’impianto è sotto sequestro e nei prossimi mesi verranno eseguite tutte le perizie per capire come mai i sistemi di sicurezza non abbiano funzionato come dovevano.

di: Alessia MALCAUS

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